sabato 20 ottobre 2012

Turtle neck

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Turtleneck…dolce vita…collo alto…

Turtleneck, dolce vita, collo alto… questi sono solo alcuni dei nomi che si possono dare al maglione con il collo rialzato amato tanto dalle sweater girls negli anni ’40 quanto dalle dive del cinema francese degli anni ’60… e se possibile ancor di più dalle dive odierne.
“Un dolce vita in  cashmere nero è un capo perfetto”
David Mamet.
Negli anni ’40 e ’50 era diventato celebre indossato dalle dive del cinema americano come Lana Turner, Jane Russel, Kim Novak, Grace Kelly, Jane Mansfield, e ovviamente da Marilyn Monroe.


Andava portato possibilmente due taglie più piccolo, in confronto ad oggi, per enfatizzare la linea del busto e aumentare, celandolo, il potenziale erotico del seno.
La portabandiera di questa nuova moda fu la stessa Lana Turner che lo sfoggiava in Vendetta un film del 1937.
Secondo Lou Valentino, autore di The film of Lana Turner: “portò il dolce vita a un tale livello di popolarità da risollevare l’industria della maglieria: ogni americana ne voleva avere uno”.
E’ poi con l’esistenzialismo degli anni ’60 che il pullover a collo alto, rigorosamente nero, diventa un capo immancabile nel guardaroba di ogni intellettuale che si rispetti.
Chi non ha in mente poi una foto di Audrey Hepburn con il dolce vita sfoggiato spesso anche nel film Sabrina.In qualche modo anticipatore del minimalismo, l’esistenzialismo come forma estetica porta alla ribalta non solo il jazz americano, ma anche la pittura informale, il cinema non-narrativo di Jean Luc Godard, e temi letterari come la Nausea (titolo del romanzo di Satre) e la Noia (romanzo di Moravia). Di questo periodo è il film Jules e Jim (1962) in cuiun’affascinante Jeanne Moreau lo indossa morbido e avvolgente su pantaloni dritti maschili.
Come non si può ricordare Ali Mac Graw  in Love Story del 1970 regia di Arthur Hiller( foto)
TRAMA
Il giovane Oliver Barrett, ricco studente di Harvard e giocatore di hockey, incontra in una biblioteca la semplice italoamericana Jennifer Cavalleri, studentessa di musica e di forte carattere che all’inizio dà del filo da torcere al ragazzo di buona famiglia.
Nonostante le differenze sociali i due si amano profondamente e, contravvenendo alle condizioni imposte dal padre di Oliver che non approva l’unione, decidono comunque di sposarsi con una cerimonia originale e molto intima alla quale partecipa anche il padre della ragazza. Per coronare il loro sogno d’amore entrambi sono costretti a rinunciare a qualcosa: lei rifiuta una borsa di studio a Parigi, dove ha sempre sognato di andare, e lui interrompe completamente i rapporti con i genitori. Queste scelte li costringono a vivere in severe ristrettezze economiche, mentre lei lavora come insegnante per sbarcare il lunario e lui entra alla facoltà di legge di Harvard dove si laurea con voti altissimi. Quando finalmente Oliver viene assunto da un prestigioso studio legale di New York e Jenny può smettere di lavorare, la coppia decide di mettere su famiglia ma non riescono ad avere figli. Entrambi si sottopongono ad accertamenti clinici dai quali si scopre che Jenny è affetta da una forma di leucemia fulminante e che le resta poco da vivere. Il film termina con la morte della ragazza, come annunciato nella prima scena da Oliver stesso, che si dispera ai bordi di una pista di pattinaggio sul ghiaccio dove aveva trascorso gli ultimi momenti felici insieme a Jenny. Finale straziante con in sottofondo il famosissimo motivo della colonna sonora scritta da Francis Lai.
Ricevette 7 nomination (tra cui Miglior Film) e vinse un Oscar per la colonna sonora; durante le riprese del film Erich Segal scrisse in contemporanea il best seller tratto dalla sua stessa sceneggiatura.
E’ ancora Sophia Loren ad elevare il dolce vita a status di eleganza in “Operazione Crossbow”di Michael Anderson del 1965, e in Ieri oggi e domani regia di Vittorio De sica del ‘64  con
Marcello Mastroianni nell’episodio Anna in cui compare con una versione grigio taupe, con cintura in vita, disegnato da Marc Bohan per Dior.
Ancora Sophia Loren, è bellissima e naturalissima nei vari pullover a collo alto che sfoggia nell’avvincente Cassandra crossing del 1976
Trama
Cassandra Crossing è un film del 1976 diretto da George Pan Cosmatos, tratto da un romanzo di Robert Katz e ambientato su un treno in corsa attraverso l’Europa.
Tre terroristi svedesi penetrano nei laboratori dell’OMS a Ginevra per piazzare una bomba ma vengono fermati dalla guardia che credevano svenuta e che riesce invece ad ucciderne uno e a chiamare la sicurezza. Nello scontro a fuoco con il personale, i due terroristi superstiti cercano rifugio in uno dei laboratori di massima sicurezza dove vengono studiati nuovi virus. Entrati nel laboratorio, uno dei due criminali viene raggiunto dai proiettili delle guardie e gravemente ferito; alcuni colpi di pistola vaganti frantumano, però, anche le fiale e le ampolle contenenti i virus, le quali riversano il loro contenuto addosso ai due fuggiaschi.  Il terrorista ferito resta disteso a terra nel laboratorio, mentre l’altro riesce a fuggire, si reca alla stazione ferroviaria di Ginevra e sale a bordo del treno in partenza per Stoccolma. Esposto al virus, il fuggiasco muore alcune ore dopo la partenza ma, nel frattempo, contagia alcuni passeggeri del treno, che viene quindi sigillato dalle autorità presso Norimberga e dirottato verso un campo di quarantena in Polonia.
 Mentre il treno è in viaggio, la malattia si diffonde sempre più. I passeggeri diventano sempre più consapevoli della loro condizione di prigionieri: tutti gli ingressi del treno vengono blindati, a bordo salgono, oltre ad un piccolo gruppo di medici, numerosi soldati, ed al passaggio del treno le stazioni sono presidiate solo da militari in tenuta da guerra biologica. Nel frattempo, però, un medico dell’OMS scopre che il virus è attaccabile dall’aria arricchita di ossigeno: diventa quindi possibile curare i passeggeri, ma le autorità dell’OMS, anche per coprire lo scandalo che potrebbe derivare dal caso, decidono comunque di non fermare la corsa del treno mandando, consapevolmente, tutti i passeggeri verso una morte quasi certa. Per raggiungere la sua destinazione, infatti, il treno deve superare il Cassandra Crossing, un ponte fatiscente ed oramai dismesso da molti anni, che quasi certamente non riuscirà a reggere il peso del treno al suo passaggio, su una valle molto profonda. Il coraggioso gesto suicida di Kaplan, ex-deportato nei campi di concentramento nazisti che non vuole tornare nell’Est Europa a nessun costo, salva la vita ai passeggeri della parte posteriore del treno, bloccata in tempo prima di arrivare a percorrere il ponte che, come previsto, crolla inesorabilmente sotto il peso della metà anteriore del treno. Il film si chiude con la scena in cui il colonnello dell’esercito americano che ha diretto e coordinato l’operazione – omicidio, lascia il quartier generale preso dai sensi di colpa per il notevole numero di morti causati e, per questo, fatto sorvegliare a vista, su ordini superiori, da un suo sottoposto nel frattempo avvertito.
Il dolcevita diventa un simbolo di drammi familiari in Interiors regia di Woody Allen del 1978(la foto accanto è tratta dal film), o in Tempesta di ghiaccio con Sigourney Weaver per arrivare poi allo chic innato di Charlize Theron nel triste ruolo di Sylvia in The burning plain regia di Guillermo Arringa del 2008, che mette a punto un look shabby-chic, di cui il pullover a collo alto fa parte.
Accanto uno scatto odierno di Diane Keaton che sfoggia un fantastico look con basco e dolce vita.
E’ sempre lei che lo usa in tantissimi suoi recentissimi film
Sempre bellissima è poi Isabella Rossellini,
anche lei tra le “adepte” al pullover a collo alto e ancora oggi estremamente affascinante.
Ne volete un esempio?
Basta vedere l’ultima pubblicità per Bulgari

Che dire? Per certe attrici il tempo sembra davvero non passare mai… con o senza photoshop!
 In poche parole il Turtleneck piace un po’ a tutti e specie alle dive, perché nasconde le rughe sul collo e porta l’attenzione sul viso, esempio è Diane Keaton nel film Tutto può succedere.
       
Ancora  immagini dal film con Diane Keaton e Jack Nicholson


E ancora lo usa tantissimo Nicole Kidman, sia nella vita privata che nei film
Sandra bullock lo sfoggia nel film Un amore tutto suo


Anche se poi, nei miei ricordi, il primo collo alto è stato quello dell’affascinante Sabrina Dunkan, personaggio del telefilm Charlie’s Angels interpretato da Kate Jackson.
E’ in quella serie specie nelle prime stagioni che i trutleneck sono rimasti davvero nell’immaginario comune, sia i suoi che i fantastici pullover di Jacklin Smith e Farrah Fawcett.
Ma il pullover a collo alto è utilizzato ovviamente anche dall’uomo, inizialmente con un’immagine legata al mare e alla barca, ma poi è diventato un capo completo… un Jolly! E’ certo che bisogna avere un bel sorriso e occhi espressivie profondi… Jonny Depp qui accanto ne è la riprova!

Ma poi se di uomini si deve parlare come si può non dedicare un ricordo ad un attore che sapeva davvero affascinare anche con un semplicissimo maglione a collo alto: James Dean
Certo che se dovessi proporre un qualunque abbinamento oggi, sarebbe troppo facile citare il total black già fin troppo sfruttato.
Invece questa stagione appena entrata è ricca di proposte.
Quindi per iniziare un dolce vita nero ( e non si sbaglia mai!) da abbinare a una giacca in lana possibilmente fantasia… sarebbe l’ideale il tartan della foto o quella di DIVINA (allegata) con collo in pelliccia
Ai piediva bene lo stivale di Fratelli Rossetti o il tronchetto di Sam Edelmann (allegato).
I pantaloni sono fascianti in cotone elasticizzato e il cappellino in maglia deve essere nei colori moda di quasta  stagione, cioè cobalto, arancio o senape. 




A presto

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