sabato 13 ottobre 2012

Longuette

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Longuette!!!


Anni ’50…
… immaginate Christian Dior…
… che creata la linea a ruota e a corolla, tipiche del New Look, disegna una nuova t
ipologia di gonna: un cilindro di lunghezze variabili, la cosiddetta Pencil skirt, o gonna dritta, oggi definita e meglio conosciuta come Longuette.
 C’è chi l’ha definita sensualità allo stato puro!
 Ma forse andrebbe fatto un preambolo: la gonna dritta per essere fashion deve essere fasciante, con pences sui fianchi e lunghezza ben determinata (le mezze lunghezze non piacciono mai).
La longuette, oggi è una gonna dalla linea aderente, con orlo al di sotto del ginocchio.
Essendo molto attillata spesso sul dietro ha pannelli con spacchi o un unico spacco centrale, così da rendere il passo sciolto e naturale.
Una cosa è certa, abbinare la longuette ad un tacco crea una bomba sexy altamente esplosiva! Memorabile è la scena di Niagara film del 1953, regia di Henry Hathaway, in cui una  Marilyn estremamente vamp attraversa la strada ancheggiando a modo suo e indossando una longuette mozzafiato e le immancabili scarpe di Ferragamo a tacco alto.
Qui accanto Marilyn (Rose) in tre scatti di Niagara.

Duplice omicidio. Scritto da C. Brackett, W. Reisch e R. Breen, è un melodramma criminale a suspense con diverse sequenze emozionanti grazie all’efficace uso del colore (fotografia di Joe McDonald) e alle angolazioni della cinepresa che sfruttano al meglio gli esterni delle cascate. È il film che trasformò M. Monroe in una star della Fox, e uno dei pochi in cui interpreta un personaggio totalmente negativo.
TRAMA
Una coppia di sposi formata da Polly (Molly nel doppiaggio italiano) e Ray Cutler decide di trascorrere la luna di miele, ritardata di tre anni per motivi economici, presso le cascate del Niagara.  In basso le due attrici .
Una volta giunti a destinazione trovano lo chalet che avevano prenotato ancora occupato da un’altra coppia, formata da Rose (Marilyn Monroe) e George, due coniugi in crisi matrimoniale, dovuta ai sospetti nutriti da quest’ultimo, che sospetta morbosamente che la moglie nasconda una relazione extraconiugale.
Al lato Rose e Ray che parlano.
Il sospetto di George si trasforma in certezza. Insieme all’amante,
Rose sta mettendo a punto un piano per uccidere il marito, ma il progetto va in fumo: per difendersi, sarà infatti George a uccidere l’amante, prima di darsi alla macchia, facendo credere di essere morto.
Al momento del riconoscimento del cadavere ritrovato nelle acque del fiume Niagara, Rose deve quindi realizzare che la persona morta non è il marito, ma proprio l’amante. Sotto choc per la notizia, Rose viene ricoverata in ospedale. Una volta ripresasi dal trauma, fugge dall’ospedale e cercare di tornare in territorio statunitense, ma viene braccata dal marito, il quale, preso dalla disperazione, finisce per ucciderla. George intraprende in seguito la fuga rubando un battello, sul quale fortuitamente si trova anche Polly. Inseguito dalla polizia, George punta verso le cascate: a causa di un’avaria il battello finisce preda delle fortissime correnti, che stanno per trascinare i due passeggeri verso il salto mortale. In un ultimo gesto di generosità, George riesce però a salvare la vita di Polly, sacrificando la propria. Mentre lui rimane sul battello che precipita verso l’abisso, la polizia porta al sicuro Polly in elicottero.
NOTE:
Nel film Marilyn canta Kiss canzone di Lionel Newman e Haven Gillespie.
C’è una scena in cui attraversa la strada che renderà la sua camminata pelvica, sull’orlo dell’autocaricatura (di cui parlavo già prima) ma decisamente memorabile nella storia del cinema.
Alcuni critici concordano nel dire che si tratti di un brutto film, ma, in un certo senso, affascinante per il suo cattivo gusto.
L’interpretazione della protagonista, Marilyn Monroe passerà alla storia per due motivi: si tratta del suo primo film in technicolor ed è l’unico film in cui interpretando un personaggio malvagio (da notare  il sorriso che rivolge alla cinepresa quando, sbagliando, presume che il marito sia morto) alla fine muore.
Suscitò inoltre una certa attenzione l’abito scarlatto indossato da Marilyn Monroe in diverse scene del film. qui accanto una fantastica Marilyn con una longuette. 
Notare che la gonna non è ancora strettissima come sarebbe oggi! 


Qui di seguito una foto di scena del film, con le due protagoniste femminili.
Oggi se volessimo riproporre il look di Marilyn  nel film ecco di lato come potrebbe apparire: la giacca è molto più affusolata e le spalle più strette e decise.

La scarpa più o meno è la stessa … pensate che Marilyn usava solo scarpe Ferragamo
.

Tutt’ora l’azienda continua anora a produrre lo stesso tacco che usava Marilyn.
Da notare che la maison italiana è proprietaria di 14 paia di scarpe appartenenti alla star de ‘Gli uomini preferiscono le bionde’, create dallo stesso Salvatore Ferragamo su precisa richiesta dell’attrice. E spesso le mette in mostra.
Qui di seguito la scarpa ricreata per la mostra Cenerentola, realizzata con la stessa forma e lo stesso tacco di una usata nel film dall’attrice.
Altro esempio di fascino velato e candore sexy in longuette è il film Bella di giorno regia di Luis Bunuel, del 1967, in cui una affascinante Catherine Deneuve riesce a trasmettere fascino e trasgressione in completi razionali di Yves Saint Laurent: giacchine morbide a sacchetto, su gonne affusolate ma non del tutto fascianti.
Parliamo di un film che all’uscita fece scandalo per il pruriginoso argomento trattato, ma fu considerato dalla critica come un prodotto d’alto valore vincendo anche il Leone d’Oro alla 32ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nel 1967.

Qui accanto la sempre splendida Charlize Theron
Ovviamente a lei basta un top smanicato, occhiali scuri, una longuette, sandali aperti e il gioco è fatto!!!
Quindi mi chiedo quanto conti l’abito se poi non c’è il fascino personale di ogni singola persona a sfruttarne il potere seduttivo?
A destra un’altra  icona di stile Tippi Hedren, con il grande Hitchcock su una foto pubblicitaria per Gli uccelli del 1963
Una cosa è certa… non tutte le donne e non tutti i fisici si possono permettere la longuette!
… Ma poi sarà vero?

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