lunedì 28 gennaio 2013

Oggi in inglese parliamo della donna che visse due volte... o meglio VERTIGO!
Segue poi un commento in italiano, un po' più dedicato al fashion!
Vertigo starred James Stewart (he worked previously with Hitchcock in Rear window), this time with Kim Novak and Barbara Bel Geddes.
Stewart plays "Scottie", a former police investigator suffering from acrophobia, which develops an obsession with a woman he is shadowing (Novak).
Scottie's obsession leads to tragedy, and this time Hitchcock does not opt for a happy ending. The film contains a camera technique developed by Irmin Roberts that has been copied many times by filmmakers, wherein the image appears to "stretch". This is achieved by moving the camera in the opposite direction of the camera's zoom. It has become known by many nicknames, including Dolly zoom, "Zolly," "Hitchcock Zoom," and "Vertigo Effect."

 






Personal comment of Vertigo
The screenplay is an adaptation of the French novel "The Living And The Deaed"by Pierre Boileau and Thomas Narcejac.
I remember to have watched this film since I was a child. The image of Kim Novak possessed by Madeleine is amazing…and still alive in my memory.
Watching this film everyone can take part to the Scottie’s point of view. His ideas look like yours. His decisions cannot be different as they are… I have deeply loved Vertigo.
From the simple division of the plot in separated facts, the theme reaches a different substance. The overhead framing (as per the stairs of the bell tower), the spiral movements of the camera, the close- up on objects or set details, or on the characters( hairdressing, the necklace…) become iconographic abstract matter. 

Avendo sempre commentato tutto in italiano, e per non tradire i nostri lettori, l'approfondimento dedicato al'abbigliamento sarà in Italiano:

E' ineccepibile l'immagine di Kim Novak in questo film! Anche se la mia attenzione va al personaggio di Midge, tenera innamorata, sempre seconda nella vita e nel cuore di Scottie.
Lei indossa una sorta di divisa da nerd, che però oggi risulta very updated and cool...
Qui di seguito una sorta di collage oggiornato e reso attuale e quindi più moderno del suo stile:
Ecco il classico occhiale che può donare una parvenza di segretaria o di dandy intellettualoide!
Ray Ban ne ha fatte tante varianti, adatte ciascuna a una Marilyn Monroe, Artur Miller , Madonna o se ti senti più Justin Timberlake...


 Cardigan girocollo abbottonato, un po' Twin Set, capo tipico degli anni '50, che però al tempo indossavano una taglia in meno.
Noi a Studiostile lo vendiamo in colori vivaci da abbinare a gonne o pantaloni
Oggi potremmo abbinarlo ad una mini, sostituendo così quei gonnelloni a ruota un po' troppo ingombranti e datati.
E per ultima una bella scarpa da donna con immagine maschile, arricchita dalla lavorazione duilio, che rimane sempre un classico!
Una duilio in un armadio non deve mai mancare! Va bene anche se ha un po' più di tacco!
Mi raccomando non dimenticate il mitico trench e una bella borsa ovviamente in tela colorata (must della stagione)

Per ora è tutto!
Ciao, al prossimo film e ai prossimi capi tirati fuori dal vostro private closet !

giovedì 24 gennaio 2013

Ciao a tutti, finalmente posso tornare a scrivere un po' su F&M Closet.
Cioè il "mio" armadio di moda e cinema.

Oggi vi vorrei parlare un po' di un film molto particolare, l'ho visto diverse volte e mi ha sempre molto affascinato sia per la bellezza delicatissma e moderna di Jean Seberg che per il fascino da macho di Jean-Paul Belmondo, lui ha un fascino particolarissimo. Nel film indossa quasi sempre una camicia ma con una rilassatezza tutta sua, quasi irreale che un'uomo fuggendo possa mantenerla pulita e fresca ... ma Jea-Paul può, ... questo e molto altro...
Apparentemente è un film un po' acerbo, ma credetemi lascia il segno!

Fino all'ultimo respiro
Opera prima di Jean-Luc Godard, viene considerato uno dei suoi capolavori e manifesto della Nouvelle Vague (l'anno prima uscirono I quattrocento colpi e Hiroshima mon amour). Di fatto, la destrutturazione delle regole della tradizionale narrazione filmica, per permettervi l'irruzione della realtà di un mondo in cambiamento, i film a budget ridotto, girati in pochi giorni (60), con ciò che tale novità comportava in termini di libertà espressiva e autonomia dalle imposizioni della produzione, le innovazioni del linguaggio e delle tecniche erano destinati ad esercitare un impatto permanente sui decenni successivi.
Trama
Michel Poiccard, ladro e truffatore, mette a segno un colpo a Marsiglia, rubando un'auto. In fuga, viene inseguito da un poliziotto per eccesso di velocità e, dopo aver accidentalmente trovato una pistola nell'auto rubata, lo uccide per non essere arrestato. Tornato a Parigi per affari prima di fuggire in Italia, ritrova Patricia, una studentessa americana di cui si era innamorato.
Lei, pur ricambiando l'amore, cerca di allontanarsi da Michel

perché lo ritiene troppo sfrenato.
Intanto questi continua la sua vita spericolata rubando soldi e auto, fumando e leggendo France Soir, da cui apprende di essere braccato dalla polizia che è ormai sulle sue tracce.
Michel cerca quindi qualche modo per fuggire, provando a convincere Patricia a partire con lui per l'Italia, ma la ragazza, alla fine, decide di denunciarlo per costringerlo a scappare. Inseguito dalla polizia, Michel viene colpito da un proiettile e muore proprio sotto gli occhi di Patricia.





Regia
 Con Fino all'ultimo respiro Godard ha reinventato il linguaggio cinematografico, il regista prendeva le decisioni di giorno in giorno, dopo aver visto i giornalieri, in questo modo si ritrovava a non usare il cavalletto, realizzare lunghe carrellate senza binari e a riprendere Jean-Paul Belmondo e Jean Seberg lungo gli Champs-Élysées con una macchina da presa nascosta in una bicicletta.
Sceneggiatura
La sceneggiatura approssimativa, molto esile, nata da un soggetto di François Truffaut, fu frettolosamente rielaborata per convincere il produttore Georges de Beauregard a finanziare il film. Ampio spazio viene lasciato all'improvvisazione degli attori e all'influenza dell'ambiente (Dziga Vertov e il suo manifesto Kinoki).
Cameo
Il regista francese Jean-Pierre Melville interpreta la parte dello scrittore Parvulesco. Jean-Luc Godar appare nel film nei panni di uno spione.
Riprese
Il film fu girato dal 17 agosto al 15 settembre 1959 a Parigi e a Marsiglia, con un budget di 45 milioni di franchi.
Critica
Parte della critica accusò il film di anteporre l'intento polemico contro le esauste convenzioni cinematografiche dell'epoca, all'espressione di contenuti realmente nuovi (a partire dall'esilità del soggetto). Vi fu chi scrisse: "La rivolta di Fino all'ultimo respiro è poco più di uno sberleffo, un atto di opaca e rinunciataria derisione. [...] Prima o poi anche Godard verrà archiviato come un capitolo chiuso, in attesa di nuove scoperte". Ma sappiamo invece L'eco che creò questo film!!!

Ciao Luca