sabato 27 ottobre 2012

BLADE RUNNER

Blade runner un film che ha creato il futuro

Oggi questo post è dedicato al film  Blade Runner, una prima parte racconta il film con la trama e le curiosità, la seconda parte commenterà l’impronta lasciata dal film nella cinematografia di fantascienza…  e non a caso anche sul costume moderno. Con dei riferimenti odierni
“Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi,
navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo
come lacrime nella pioggia.
È tempo di morire”
 
Ad avermi affascinato sin dalle prime scene è stata  l’atmosfera in cui si svolge l’azione…
C’è un’aria pesante carica di smog e mistero.
Le luci, le inquadrature le espressioni, tutto questo rende il film un leggenda.
Anche se pensandoci bene i riferimenti a “Miriam si sveglia a mezzanotte” di Tony Scott (fratello di Ridley) sono davvero tantissimi.
Gli abiti sono stati realizzati da Michael Kaplan e Charles Knode con grande cura per i particolari, il team studiò una serie di costumi adatti per un’ ambiente post-atomico. Per la cucitura degli abiti vennero usati tessuti tecnici molto robusti , tinti di colori scuri, adatti al clima piovoso e notturno di una Los Angeles del 2019. Anche se si riscontrano immagini simili a Mc Queen, Mugler e Gaultier.
Il capolavoro di Ridley Scott ebbe tre nomination all’ Oscar e vinse il prestigioso Premio della British Academy per i costumi, la fotografia e la scenografia.
TRAMA:
Il film è ambientato in una Los Angeles distopica dell’anno 2019.
La tecnologia ha permesso la creazione di esseri analoghi agli umani, detti ‘replicanti’, destinati all’utilizzo come schiavi, dotati di capacità intellettuali e forza fisica estremamente superiori agli uomini, ma con una longevità limitata a pochi anni. Sei replicanti del modello più evoluto (tre femmine e tre maschi), capitanati da Roy Batty, sono fuggiti dalle colonie extramondo e, giunti furtivamente a Los Angeles, hanno cercato di introdursi nella fabbrica dove sono stati prodotti, la Tyrell Corporation, nella speranza di riuscire a modificare la loro imminente “data di termine”. Due di loro (un maschio e una femmina) sono finiti in un campo elettrico e sono stati catturati, mentre gli altri quattro sono fuggiti. Uno di questi, Leon, è stato individuato tra i nuovi assunti alla Tyrell, ma è riuscito a scappare nuovamente sparando all’agente Holden che lo stava sottoponendo ad un test per il riconoscimento dei replicanti.
(A destra i ”cattivi” Priss e Roy Batty).
Il poliziotto Rick Deckard, già agente dell’unità speciale Blade Runner, viene forzatamente richiamato in servizio dal capitano Bryant per “ritirare” i quattro replicanti. Deckard, sempre accompagnato nei suoi spostamenti dal collega Gaff, si reca nell’ufficio del dott. Tyrell per provare il test su un replicante modello Nexus 6. Il dott. Tyrell lo invita a provare il test prima su un umano, la sua segretaria Rachael, che si rivelerà essere invece un replicante, un esperimento della Tyrell Corporation.
Deckard ispeziona l’appartamento di Leon, dove trova una squama e una serie di fotografie. Nel frattempo, Leon e Roy Batty fanno visita ad Hannibal Chew, un progettista genetico di occhi che lavora per la Tyrell Corporation. Chew, minacciato dai due, dice loro di rivolgersi a J. F. Sebastian, un altro progettista genetico amico del dott. Tyrell.
Tornando a casa, Deckard viene seguito da Rachael, la quale vuole sapere se è una replicante o un’umana. Deckard le rivela la verità e, di fronte ai dubbi di Rachael, le racconta i suoi ricordi d’infanzia, dimostrandole che in realtà sono solo innesti mentali. Rachael, disperata, fugge dall’appartamento di Deckard. Nel frattempo la replicante Pris, compagna di Roy Batty, riesce ad ottenere la fiducia di J. F. Sebastian e a farsi ospitare nel suo appartamento.                      Deckard sogna ad occhi aperti un unicorno. Al risveglio, esamina una delle foto trovate nell’appartamento di Leon e riesce ad associare la squama alla replicante Zhora. Attraverso le indagini scopre che la squama è di un serpente finto utilizzato da una spogliarellista in un suo spettacolo. Deckard si reca nel locale dove lavora Zhora, e con una scusa la segue nel camerino. Zhora capisce le intenzioni di Deckard e fugge per strada, ma Deckard riesce a raggiungerla ed a “ritirarla”, uccidendola.
Bryant informa Deckard che dovrà “ritirare” anche Rachael, che è scomparsa dalla Tyrell dopo aver subìto il test. Quando Bryant e Gaff si allontanano, Deckard vede Rachael e cerca di raggiungerla, ma improvvisamente viene fermato da Leon, che ha assistito al “ritiro” di Zhora. Leon cerca di uccidere Deckard, ma Rachael interviene uccidendo Leon. Deckard decide di graziare Rachael e di nasconderla a casa sua, dove i due s’innamorano. Roy Batty, raggiunta Pris, la informa che sono rimasti solo loro. I due convincono J. F. Sebastian ad accompagnare Roy Batty dal dott. Tyrell per chiedergli se esiste un modo per posticipare la loro imminente “data di termine”. Tyrell gli dice che non è possibile e così Roy Batty uccide sia il dott. Tyrell, cavandogli gli occhi con i pollici, che J. F. Sebastian.
Deckard
Deckard viene informato del duplice omicidio e si reca nell’appartamento di J. F. Sebastian, ritenendo che i due replicanti rimasti si sarebbero nascosti lì. Al suo arrivo viene attaccato da Pris, ma Deckard riesce a spararle, uccidendola. Poco dopo giunge Roy Batty che, vista Pris priva di vita, decide di dedicare i suoi ultimi istanti di vita alla vendetta. Nel tentativo di scappare, Deckard salta da un tetto ad un altro ma non riesce ad atterrare e rimane aggrappato ad una trave, sospeso nel vuoto. Roy Batty lo raggiunge e, invece di ucciderlo, lo trae in salvo. Dopo un breve monologo («Io ne ho viste cose…»), Roy Batty muore di fronte all’impietrito Deckard.
Poco dopo arriva Gaff che si complimenta per il lavoro svolto, ma dice a Deckard «Peccato però che lei non vivrà!..Sempre che questo sia vivere.», riferendosi a Rachael. Deckard va quindi di corsa nel suo appartamento per mettere in salvo Rachael, e mentre fuggono verso l’ascensore Rachael colpisce col tacco della scarpa un piccolo origami per terra, a forma di unicorno. In questa scena nasce il sospetto che Deckard sia anche egli un replicante, e ciò fu confermato da Ridley Scott nel 2000 quando dichiarò «Blade Runner, anche Ford era un replicante»; infatti precedentemente Deckard sogna un unicorno, ed il ritrovamento dell’animale mitologico sotto forma di origami (nel film si nota bene che è Gaff a fare gli origami) indica che quel sogno è noto anche a Gaff e che quindi non può appartenere direttamente a Deckard, ma che gli deve essere stato innestato, implicando la sua natura di replicante.
Come accennato all’inizio va sottolineata l’influenza che ha avuto il film sulla storia del cinema di fantascienza:
Le scene e l’ambientazione del set vede la città divisa in livelli, più in  basso si va e peggio è.
Ci sono macchine volanti che seguono strade invisibili, ci sono strade per  ogni livello. Non si scontrano ma a volte passare per i vari livelli è molto pericoloso
.
La fotografia di Blade Runner ha fatto scuola rendendo lo skyline misterioso, spesso è annebiato o non totalmente definibile; durante tutto il film una sorta di nebbia come già detto prima avvolge l’intera città, ma solo alla fine con la morte di Roy Beatty il sole tornerà a splendere!!! Quando Decker e Rachel… Per non parlare dell cartellone pubblicitario che si vede pure in Nirvana di Salvatores…
Ma come accannavo prima questa idea di futuro ha fatto scuola, ne volete esempi?

Nirvana di Salvatores, Matrix, Il quinto elemento (ne è esempio la scena del ristorante ambulante, dove mangia Bruce Willis, che ricorda esattamente lo stesso posto dove mangia Harrison Ford… e ancora  Minority Report, Total Recall… e così via dicendo…
Questa foto ritrae il set di Minority report… certo che un’idea del futuro la da!
Ma sembra sempre simile… anche se fortunatamente non c’è il buio nè la nebbia…

La foto accanto invece è ad esempio presa dal recente remake di Total Recall in uscita nei cinema, il mood che si vive è chiaramente identico alla pellicola originale e ancora allo stesso Blade Runner. Notare il richiamo all’ombrellino. 
Per poi non parlare dell’impronta che ha dato alla moda il film Blade Runner:
Oggi l’immagine di Rechel è normalissima nelle sfilate:
Colli importanti, cappe avvolgenti, colli a cratere… e persino le maniche delle giacche erano asciutte e cosrtuite come ora…
Un esempio per tutti  Alexander Mc Queen che personalmente adoro… guardate le sue sfilate e poi ne parliamo!
CONSIGLIO
Guardatevi il film con cura per capire cosa prendere domani dal vostro armadio!!! 


Ecco qualche mia proposta per ricordare un po’ lo stile del film.
Sono tutti capi che vendiamo a Studiostile Via g. s. Bonacossa 3a Roma, e che hanno sfilato a fine giugno.
La giacca è in lana cotta e maglia a metraggio, sembra davvero perfetto per l’inverno, e richiama molto i colli costruiti di Rechel… la scelta del colore verde è stata motivata dal desiderio di trovare un colore nuovo, ma questi capi li realizziamo anche in grigio!

Per non parlare del cappotto poi…  Anche lui realizzato in lana cotta verde sarà fatto anche in grigio, sempre molto caldo… forse sarà accorciato un po’!

Da notare che anche lo stile delle foto e il trucco tendono a ricordare vagamente il film.
Qui accanto poi c’è la compagnia che ha ballato alla sfilata… perchè ci piace creare sempre eventi nuovi che uniscano moda, cinema, danza e spettacolo….

sabato 20 ottobre 2012

Turtle neck

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Turtleneck…dolce vita…collo alto…

Turtleneck, dolce vita, collo alto… questi sono solo alcuni dei nomi che si possono dare al maglione con il collo rialzato amato tanto dalle sweater girls negli anni ’40 quanto dalle dive del cinema francese degli anni ’60… e se possibile ancor di più dalle dive odierne.
“Un dolce vita in  cashmere nero è un capo perfetto”
David Mamet.
Negli anni ’40 e ’50 era diventato celebre indossato dalle dive del cinema americano come Lana Turner, Jane Russel, Kim Novak, Grace Kelly, Jane Mansfield, e ovviamente da Marilyn Monroe.


Andava portato possibilmente due taglie più piccolo, in confronto ad oggi, per enfatizzare la linea del busto e aumentare, celandolo, il potenziale erotico del seno.
La portabandiera di questa nuova moda fu la stessa Lana Turner che lo sfoggiava in Vendetta un film del 1937.
Secondo Lou Valentino, autore di The film of Lana Turner: “portò il dolce vita a un tale livello di popolarità da risollevare l’industria della maglieria: ogni americana ne voleva avere uno”.
E’ poi con l’esistenzialismo degli anni ’60 che il pullover a collo alto, rigorosamente nero, diventa un capo immancabile nel guardaroba di ogni intellettuale che si rispetti.
Chi non ha in mente poi una foto di Audrey Hepburn con il dolce vita sfoggiato spesso anche nel film Sabrina.In qualche modo anticipatore del minimalismo, l’esistenzialismo come forma estetica porta alla ribalta non solo il jazz americano, ma anche la pittura informale, il cinema non-narrativo di Jean Luc Godard, e temi letterari come la Nausea (titolo del romanzo di Satre) e la Noia (romanzo di Moravia). Di questo periodo è il film Jules e Jim (1962) in cuiun’affascinante Jeanne Moreau lo indossa morbido e avvolgente su pantaloni dritti maschili.
Come non si può ricordare Ali Mac Graw  in Love Story del 1970 regia di Arthur Hiller( foto)
TRAMA
Il giovane Oliver Barrett, ricco studente di Harvard e giocatore di hockey, incontra in una biblioteca la semplice italoamericana Jennifer Cavalleri, studentessa di musica e di forte carattere che all’inizio dà del filo da torcere al ragazzo di buona famiglia.
Nonostante le differenze sociali i due si amano profondamente e, contravvenendo alle condizioni imposte dal padre di Oliver che non approva l’unione, decidono comunque di sposarsi con una cerimonia originale e molto intima alla quale partecipa anche il padre della ragazza. Per coronare il loro sogno d’amore entrambi sono costretti a rinunciare a qualcosa: lei rifiuta una borsa di studio a Parigi, dove ha sempre sognato di andare, e lui interrompe completamente i rapporti con i genitori. Queste scelte li costringono a vivere in severe ristrettezze economiche, mentre lei lavora come insegnante per sbarcare il lunario e lui entra alla facoltà di legge di Harvard dove si laurea con voti altissimi. Quando finalmente Oliver viene assunto da un prestigioso studio legale di New York e Jenny può smettere di lavorare, la coppia decide di mettere su famiglia ma non riescono ad avere figli. Entrambi si sottopongono ad accertamenti clinici dai quali si scopre che Jenny è affetta da una forma di leucemia fulminante e che le resta poco da vivere. Il film termina con la morte della ragazza, come annunciato nella prima scena da Oliver stesso, che si dispera ai bordi di una pista di pattinaggio sul ghiaccio dove aveva trascorso gli ultimi momenti felici insieme a Jenny. Finale straziante con in sottofondo il famosissimo motivo della colonna sonora scritta da Francis Lai.
Ricevette 7 nomination (tra cui Miglior Film) e vinse un Oscar per la colonna sonora; durante le riprese del film Erich Segal scrisse in contemporanea il best seller tratto dalla sua stessa sceneggiatura.
E’ ancora Sophia Loren ad elevare il dolce vita a status di eleganza in “Operazione Crossbow”di Michael Anderson del 1965, e in Ieri oggi e domani regia di Vittorio De sica del ‘64  con
Marcello Mastroianni nell’episodio Anna in cui compare con una versione grigio taupe, con cintura in vita, disegnato da Marc Bohan per Dior.
Ancora Sophia Loren, è bellissima e naturalissima nei vari pullover a collo alto che sfoggia nell’avvincente Cassandra crossing del 1976
Trama
Cassandra Crossing è un film del 1976 diretto da George Pan Cosmatos, tratto da un romanzo di Robert Katz e ambientato su un treno in corsa attraverso l’Europa.
Tre terroristi svedesi penetrano nei laboratori dell’OMS a Ginevra per piazzare una bomba ma vengono fermati dalla guardia che credevano svenuta e che riesce invece ad ucciderne uno e a chiamare la sicurezza. Nello scontro a fuoco con il personale, i due terroristi superstiti cercano rifugio in uno dei laboratori di massima sicurezza dove vengono studiati nuovi virus. Entrati nel laboratorio, uno dei due criminali viene raggiunto dai proiettili delle guardie e gravemente ferito; alcuni colpi di pistola vaganti frantumano, però, anche le fiale e le ampolle contenenti i virus, le quali riversano il loro contenuto addosso ai due fuggiaschi.  Il terrorista ferito resta disteso a terra nel laboratorio, mentre l’altro riesce a fuggire, si reca alla stazione ferroviaria di Ginevra e sale a bordo del treno in partenza per Stoccolma. Esposto al virus, il fuggiasco muore alcune ore dopo la partenza ma, nel frattempo, contagia alcuni passeggeri del treno, che viene quindi sigillato dalle autorità presso Norimberga e dirottato verso un campo di quarantena in Polonia.
 Mentre il treno è in viaggio, la malattia si diffonde sempre più. I passeggeri diventano sempre più consapevoli della loro condizione di prigionieri: tutti gli ingressi del treno vengono blindati, a bordo salgono, oltre ad un piccolo gruppo di medici, numerosi soldati, ed al passaggio del treno le stazioni sono presidiate solo da militari in tenuta da guerra biologica. Nel frattempo, però, un medico dell’OMS scopre che il virus è attaccabile dall’aria arricchita di ossigeno: diventa quindi possibile curare i passeggeri, ma le autorità dell’OMS, anche per coprire lo scandalo che potrebbe derivare dal caso, decidono comunque di non fermare la corsa del treno mandando, consapevolmente, tutti i passeggeri verso una morte quasi certa. Per raggiungere la sua destinazione, infatti, il treno deve superare il Cassandra Crossing, un ponte fatiscente ed oramai dismesso da molti anni, che quasi certamente non riuscirà a reggere il peso del treno al suo passaggio, su una valle molto profonda. Il coraggioso gesto suicida di Kaplan, ex-deportato nei campi di concentramento nazisti che non vuole tornare nell’Est Europa a nessun costo, salva la vita ai passeggeri della parte posteriore del treno, bloccata in tempo prima di arrivare a percorrere il ponte che, come previsto, crolla inesorabilmente sotto il peso della metà anteriore del treno. Il film si chiude con la scena in cui il colonnello dell’esercito americano che ha diretto e coordinato l’operazione – omicidio, lascia il quartier generale preso dai sensi di colpa per il notevole numero di morti causati e, per questo, fatto sorvegliare a vista, su ordini superiori, da un suo sottoposto nel frattempo avvertito.
Il dolcevita diventa un simbolo di drammi familiari in Interiors regia di Woody Allen del 1978(la foto accanto è tratta dal film), o in Tempesta di ghiaccio con Sigourney Weaver per arrivare poi allo chic innato di Charlize Theron nel triste ruolo di Sylvia in The burning plain regia di Guillermo Arringa del 2008, che mette a punto un look shabby-chic, di cui il pullover a collo alto fa parte.
Accanto uno scatto odierno di Diane Keaton che sfoggia un fantastico look con basco e dolce vita.
E’ sempre lei che lo usa in tantissimi suoi recentissimi film
Sempre bellissima è poi Isabella Rossellini,
anche lei tra le “adepte” al pullover a collo alto e ancora oggi estremamente affascinante.
Ne volete un esempio?
Basta vedere l’ultima pubblicità per Bulgari

Che dire? Per certe attrici il tempo sembra davvero non passare mai… con o senza photoshop!
 In poche parole il Turtleneck piace un po’ a tutti e specie alle dive, perché nasconde le rughe sul collo e porta l’attenzione sul viso, esempio è Diane Keaton nel film Tutto può succedere.
       
Ancora  immagini dal film con Diane Keaton e Jack Nicholson


E ancora lo usa tantissimo Nicole Kidman, sia nella vita privata che nei film
Sandra bullock lo sfoggia nel film Un amore tutto suo


Anche se poi, nei miei ricordi, il primo collo alto è stato quello dell’affascinante Sabrina Dunkan, personaggio del telefilm Charlie’s Angels interpretato da Kate Jackson.
E’ in quella serie specie nelle prime stagioni che i trutleneck sono rimasti davvero nell’immaginario comune, sia i suoi che i fantastici pullover di Jacklin Smith e Farrah Fawcett.
Ma il pullover a collo alto è utilizzato ovviamente anche dall’uomo, inizialmente con un’immagine legata al mare e alla barca, ma poi è diventato un capo completo… un Jolly! E’ certo che bisogna avere un bel sorriso e occhi espressivie profondi… Jonny Depp qui accanto ne è la riprova!

Ma poi se di uomini si deve parlare come si può non dedicare un ricordo ad un attore che sapeva davvero affascinare anche con un semplicissimo maglione a collo alto: James Dean
Certo che se dovessi proporre un qualunque abbinamento oggi, sarebbe troppo facile citare il total black già fin troppo sfruttato.
Invece questa stagione appena entrata è ricca di proposte.
Quindi per iniziare un dolce vita nero ( e non si sbaglia mai!) da abbinare a una giacca in lana possibilmente fantasia… sarebbe l’ideale il tartan della foto o quella di DIVINA (allegata) con collo in pelliccia
Ai piediva bene lo stivale di Fratelli Rossetti o il tronchetto di Sam Edelmann (allegato).
I pantaloni sono fascianti in cotone elasticizzato e il cappellino in maglia deve essere nei colori moda di quasta  stagione, cioè cobalto, arancio o senape. 




A presto

sabato 13 ottobre 2012

Longuette

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Longuette!!!


Anni ’50…
… immaginate Christian Dior…
… che creata la linea a ruota e a corolla, tipiche del New Look, disegna una nuova t
ipologia di gonna: un cilindro di lunghezze variabili, la cosiddetta Pencil skirt, o gonna dritta, oggi definita e meglio conosciuta come Longuette.
 C’è chi l’ha definita sensualità allo stato puro!
 Ma forse andrebbe fatto un preambolo: la gonna dritta per essere fashion deve essere fasciante, con pences sui fianchi e lunghezza ben determinata (le mezze lunghezze non piacciono mai).
La longuette, oggi è una gonna dalla linea aderente, con orlo al di sotto del ginocchio.
Essendo molto attillata spesso sul dietro ha pannelli con spacchi o un unico spacco centrale, così da rendere il passo sciolto e naturale.
Una cosa è certa, abbinare la longuette ad un tacco crea una bomba sexy altamente esplosiva! Memorabile è la scena di Niagara film del 1953, regia di Henry Hathaway, in cui una  Marilyn estremamente vamp attraversa la strada ancheggiando a modo suo e indossando una longuette mozzafiato e le immancabili scarpe di Ferragamo a tacco alto.
Qui accanto Marilyn (Rose) in tre scatti di Niagara.

Duplice omicidio. Scritto da C. Brackett, W. Reisch e R. Breen, è un melodramma criminale a suspense con diverse sequenze emozionanti grazie all’efficace uso del colore (fotografia di Joe McDonald) e alle angolazioni della cinepresa che sfruttano al meglio gli esterni delle cascate. È il film che trasformò M. Monroe in una star della Fox, e uno dei pochi in cui interpreta un personaggio totalmente negativo.
TRAMA
Una coppia di sposi formata da Polly (Molly nel doppiaggio italiano) e Ray Cutler decide di trascorrere la luna di miele, ritardata di tre anni per motivi economici, presso le cascate del Niagara.  In basso le due attrici .
Una volta giunti a destinazione trovano lo chalet che avevano prenotato ancora occupato da un’altra coppia, formata da Rose (Marilyn Monroe) e George, due coniugi in crisi matrimoniale, dovuta ai sospetti nutriti da quest’ultimo, che sospetta morbosamente che la moglie nasconda una relazione extraconiugale.
Al lato Rose e Ray che parlano.
Il sospetto di George si trasforma in certezza. Insieme all’amante,
Rose sta mettendo a punto un piano per uccidere il marito, ma il progetto va in fumo: per difendersi, sarà infatti George a uccidere l’amante, prima di darsi alla macchia, facendo credere di essere morto.
Al momento del riconoscimento del cadavere ritrovato nelle acque del fiume Niagara, Rose deve quindi realizzare che la persona morta non è il marito, ma proprio l’amante. Sotto choc per la notizia, Rose viene ricoverata in ospedale. Una volta ripresasi dal trauma, fugge dall’ospedale e cercare di tornare in territorio statunitense, ma viene braccata dal marito, il quale, preso dalla disperazione, finisce per ucciderla. George intraprende in seguito la fuga rubando un battello, sul quale fortuitamente si trova anche Polly. Inseguito dalla polizia, George punta verso le cascate: a causa di un’avaria il battello finisce preda delle fortissime correnti, che stanno per trascinare i due passeggeri verso il salto mortale. In un ultimo gesto di generosità, George riesce però a salvare la vita di Polly, sacrificando la propria. Mentre lui rimane sul battello che precipita verso l’abisso, la polizia porta al sicuro Polly in elicottero.
NOTE:
Nel film Marilyn canta Kiss canzone di Lionel Newman e Haven Gillespie.
C’è una scena in cui attraversa la strada che renderà la sua camminata pelvica, sull’orlo dell’autocaricatura (di cui parlavo già prima) ma decisamente memorabile nella storia del cinema.
Alcuni critici concordano nel dire che si tratti di un brutto film, ma, in un certo senso, affascinante per il suo cattivo gusto.
L’interpretazione della protagonista, Marilyn Monroe passerà alla storia per due motivi: si tratta del suo primo film in technicolor ed è l’unico film in cui interpretando un personaggio malvagio (da notare  il sorriso che rivolge alla cinepresa quando, sbagliando, presume che il marito sia morto) alla fine muore.
Suscitò inoltre una certa attenzione l’abito scarlatto indossato da Marilyn Monroe in diverse scene del film. qui accanto una fantastica Marilyn con una longuette. 
Notare che la gonna non è ancora strettissima come sarebbe oggi! 


Qui di seguito una foto di scena del film, con le due protagoniste femminili.
Oggi se volessimo riproporre il look di Marilyn  nel film ecco di lato come potrebbe apparire: la giacca è molto più affusolata e le spalle più strette e decise.

La scarpa più o meno è la stessa … pensate che Marilyn usava solo scarpe Ferragamo
.

Tutt’ora l’azienda continua anora a produrre lo stesso tacco che usava Marilyn.
Da notare che la maison italiana è proprietaria di 14 paia di scarpe appartenenti alla star de ‘Gli uomini preferiscono le bionde’, create dallo stesso Salvatore Ferragamo su precisa richiesta dell’attrice. E spesso le mette in mostra.
Qui di seguito la scarpa ricreata per la mostra Cenerentola, realizzata con la stessa forma e lo stesso tacco di una usata nel film dall’attrice.
Altro esempio di fascino velato e candore sexy in longuette è il film Bella di giorno regia di Luis Bunuel, del 1967, in cui una affascinante Catherine Deneuve riesce a trasmettere fascino e trasgressione in completi razionali di Yves Saint Laurent: giacchine morbide a sacchetto, su gonne affusolate ma non del tutto fascianti.
Parliamo di un film che all’uscita fece scandalo per il pruriginoso argomento trattato, ma fu considerato dalla critica come un prodotto d’alto valore vincendo anche il Leone d’Oro alla 32ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nel 1967.

Qui accanto la sempre splendida Charlize Theron
Ovviamente a lei basta un top smanicato, occhiali scuri, una longuette, sandali aperti e il gioco è fatto!!!
Quindi mi chiedo quanto conti l’abito se poi non c’è il fascino personale di ogni singola persona a sfruttarne il potere seduttivo?
A destra un’altra  icona di stile Tippi Hedren, con il grande Hitchcock su una foto pubblicitaria per Gli uccelli del 1963
Una cosa è certa… non tutte le donne e non tutti i fisici si possono permettere la longuette!
… Ma poi sarà vero?

mercoledì 10 ottobre 2012

Felicità

Parlando di felicità … per capire la tendenza!!!

Questo post è un piccolo omaggio ad un grande del cinema internazionale…
CHARLIE CHAPLIN
…si, internazionale, perchè di nascita inglese è riuscito a diventare l’attore più pagato in America.
Ma prima di chiacchierare un po’ su di lui e inquadrarne un film, proviamo per un istante a commentare con razionalità l’immagine di Charlot, uno dei suoi personaggi storici.
Tentando così di seguire la sua impronta o riflesso nell’abbigliamento moderno :
Giacca striminzita e pantaloni oversize… certo, rappresentava un uomo forse al limite della società: sembrava avere capi non suoi (e ricordiamo che questa sua immagine ha fatto scuola e continua a farne tutt’ora: Totò, Stanlio e Ollio…e le migliaia di rivisitazioni ), smessi .
Ma oggi, l’abbigliamento femminile prima  e maschile poi , sembrano ricercare questa immagine asciutta, quasi come se si dovesse indossare capi trovati al mercatino.
Ecco a destra un esempio di Marni per H&M e più sotto sempre H&M con giacche decisamente più corte e asciutte!

La giacca oggi come ieri, ha spalle strette, è decisamente corta, il corpo ridotto e sagomatissimo…
Non è vintage nè minimalista è “stretta” e basta!
Forse un outfit come quello di Charlot  oggi piacerebbe riproporlo a grandi stilisti come  Antonio Marras, Jil Sander, Jan Paul Gaultier, Prada… o aziende più piccole, una tra tutti David Mayer Naman… 
 ”La felicità?”.
“Esiste, le dico”.
“Dove?”.
“Senta. Da Ragazzo mi lamentavo sempre con mio padre perchè non avevo giocattoli. Lui mi diceva: questo (indicando la testa) è il più grande giocattolo del creato.
E’ qui il segreto della felicità”
Discorso tra La ballerina Claire Bloom e il clown Charlie Chaplin in Luci della ribalta di Charlie Chaplin, 1952
Luci della ribalta (Limelight, USA 1952) è un film scritto, diretto e interpretato da Charlie Chaplin. La giovane Claire Bloom è la coprotagonista (le scene di danza sono state realizzate dalla ballerina Melissa Hayden). Nel film fa un’apparizione Buster Keaton.
Trama:
Calvero (Chaplin), un tempo famoso e acclamato clown ma ormai alcolista cronico, salva una giovane ballerina, Terry (Claire Bloom), da un tentativo di suicidio. La porta a casa sua e cerca di reinfonderle fiducia nella vita: la ragazza è rimasta orfana da bambina e sua sorella è stata spinta a prostituirsi, ma grazie agli incoraggiamenti che riceve da Calvero, di fatto trasformatosi nel suo mèntore, Terry riprende coscienza delle sue possibilità e riacquisisce autostima, il che le permette di ritornare con successo al suo lavoro di ballerina. Lo stesso Calvero ritrova sicurezza dei propri mezzi e tenta un rientro sulle scene, sebbene con scarso successo; in aggiunta a ciò, Terry, nonostante egli potrebbe essere suo padre vista la differenza di età, se ne innamora e vuole sposarlo, ma Calvero sa di essere troppo vecchio per lei e non vuole legarla a sé; cerca quindi di convincerla che il giovane pianista Neville (Sydney Chaplin), pieno di attenzioni nei suoi riguardi, è l’uomo giusto per lei. Dopodiché, per evitare di intromettersi tra i due giovani, Calvero lascia la propria abitazione per prodursi come artista da strada. Tornata al successo pieno, finalmente Terry ha uno spettacolo tutto suo, e cerca Calvero per esprimergli riconoscenza. Lo ritrova e gli offre un’apparizione durante una serata di beneficenza organizzata dal suo impresario. Calvero accetta, e la sera dello spettacolo si presenta sul palco insieme alla sua vecchia spalla (Buster Keaton). I due partner, la cui scena chiude il primo atto dello spettacolo, si producono in una prestazione eccezionale che entusiasma il pubblico: alla fine della gag Calvero cade sull’orchestra. Il pubblico pensa a una finzione e applaude calorosamente, ma in realtà Calvero ha un attacco di cuore e sta morendo: portato dietro le quinte, spira durante il secondo atto, mentre Terry sta ballando sul palcoscenico.
Un inno alla fantasia e alla immaginazione creatrice, le uniche componenti –è il messaggio del film- atte a dare un vero significato alla vita, vita in cui, afferma il protagonista, «nulla finisce, cambia soltanto»
Nota:
Chaplin decise di aiutare il suo collega/rivale Buster Keaton, che era stato tra le “vittime” dell’avvento del sonoro, e gli affidò una parte nel film. Il duetto musicale tra i due alla fine del film è rimasto nella storia del cinema ed è l’unica volta che i due grandi del muto appaiono assieme sullo schermo. Una diceria sostiene che Chaplin abbia tagliato certe scene dell’ottima recita di Keaton per non esserne offuscato. In verità, se tagli ci sono stati, essi sono dovuti al corretto svolgimento della sceneggiatura. Si doveva rappresentare infatti il ritorno trionfante di Calvero sulle scene, non una serata in cui lo stesso viene sovrastato dalla bravura della sua spalla. Di conseguenza le battute comiche di Calvero dovevano essere migliori e più numerose.
Il film che vede la partecipazione di due figli di Chaplin (Sidney, il musicista, e Geraldine, una delle bambine presenti nella sequenza iniziale), nonché il fratellastro Wheeler Dryden (il dottore della protagonista
Ecco un’immagine di Chaplin da giovane, direi piuttosto irriconoscibile!!!!
Fin dala tenera età lavorava nel mondo dello spettacolo, facendo le parti più disparate.
E’ uno dei pochi artisti del cinema muto che è riuscito ad adattarsi al sonoro, ed è diventato un divo strapagato…
Il ridicolo è un atteggiamento di sfida:
dobbiamo ridere in faccia alla tragedia,
alla sfortuna e alla nostra impotenza
contro le forze della natura, se non vogliamo impazzire.
(Charlie Chaplin)


CHE BELLO!|
NON VI E’ VENUTA VOGLIA DI INDOSSARE UNA GIACCA STRIMINZITA E PANTALONI OVERSIZE?
ALLA PROSSIMA