domenica 23 settembre 2012

Il Trench

0

Il Trench

Il suo significato deriva letteralmente dal termine “cappotto da trincea”:
agli inizi del ‘900 il Ministero della Guerra inglese ne chiese una fornitura per i soldati a Sir Thomas Burberry, realizzato in gabardine, un tessuto in filato pettinato a tinta unita; i fili così stretti, molto sottili e ritorti, danno come risultato un materiale dalla rigatura sottile ed inclinata, quasi lucido, elegante, adatto a tagli di sartoria.
Thomas Burberry, a capo dell’omonima maison nata nel 1856, non si accontentò della scoperta e rivestì i suoi primi cappotti con una formula segreta che ancora si contende con Mackintosh e Acquascutum il copyright del processo che rende la tela impermeabile.
Da quel momento fu utilizzato dai soldati della Prima e della Seconda Guerra mondiale per ripararsi dalle intemperie ma anche dagli ufficiali inglesi in alta uniforme che lo indossavano per quella sua straordinaria capacità di proteggere dall’umidità.
Anche i soldati di ritorno dal fronte lo portarono nella vita quotidiana e le donne cominciarono a desiderarlo: spalline più pronunciate, lunghezze diverse, versioni più vezzose per compiacere il gusto femminile vennero create da tutte le griffe.
 A fissarlo nell’immaginario collettivo poi, contribuirono il cinema e via via il mondo della moda.
Le prime dive ad amarlo e indossarlo furono Greta Garbo e Bette Davis: la prima, sul set di Destino (1928), lanciò la moda del trench foderato di lana con disegno scozzese, la seconda nel film Schiavo d’Amore (1934) scelse un impermeabile nero legato in vita, cerato.
GRETA GARBO

Una consacrazione, anche se il top venne raggiunto negli anni Quaranta, quando il trench ebbe un vero e proprio boom con l’affermarsi del genere noir e poliziesco nel cinema. Le più grandi star dell’epoca lo resero immortale in pellicole considerate vere e proprie pietre miliari: Humphrey Bogart su tutti, ma prima di lui Joan Fontaine nel capolavoro del maestro del brivido Hitchcock (Rebecca, la prima moglie 1940) renderà celebre un trench bianco cerato e con cintura. Di lì Bogart ne segnò il destino, nell’arco di soli due anni. Tra il ‘41 e il ‘42 il celebre attore lo indossò per le riprese di due intramontabili successi della cinematografia classica: Il Mistero del Falco e Casablanca al fianco di Ingrid Bergman.
CASABLANCA

Da allora l’elenco si è infittito sempre più, passando per Marlene Dietrich in Scandalo Internazionale, dove indossa un trenchcoat color caki legato in vita su un sensuale abito da sera semi-trasparente; poi nel ‘56 la splendida Katherine Hepburn ne La Sottana di Ferro, indossa un trench oversize beige.
Nero era il trench che, nel film Testimone d’accusa (Billy Wilder 1957), avvolgeva Marlene Dietrich  rendendola misteriosa e sensualissima.
MARLENE DIETRICH

Il trench attraversa gli anni, e nei favolosi Sessanta arriva la svolta epocale, con Marilyn Monroe che elevò il trench ad indumento estremamente sensuale, indossandolo in Facciamo l’Amore di George Cukor, abbinato all’immancabile basco nero;
MARILYN MONROE E YVES MONTAND IN FACCIAMO L’AMORE
fu poi grazie ad un’icona d’eleganza come Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany, che questo capo conserva a tutt’oggi un posto d’onore tra i must have delle donne di mezzo mondo.
SCENA FINALE DAL FILM COLAZIONE DA TIFFANY

Impossibile elencarli tutti: Peter Sellers senza il suo impermeabile sgualcito non avrebbe dato vita ad un ispettore Closeau tanto indimenticabile ne La Pantera Rosa di Blake Edwards.
PETER SELLERS NELL’ISPETTORE CLOSEU   
 così come Chaterine Deneuve in Bella di Giorno di Bunuel o Meryl Streep nel film Kramer contro Kramer.
MERYL STREEP
 o ancora Harrison Ford in Blade Runner di Ridley Scott, fasciato in un trenchcoat color kaki di bogartiana memoria. Lui a caccia di androidi, l’altro di criminali.
HARRISON FORD
Ma questo indumento amatissimo dalle donne ha valicato anche i confini europei, conquistando l’Oriente: diretta da Wong Kar-Way, nel 2000, la star de In The Mood For Love Maggie Cheung portava un bellissimo trench rosso intenso, fissando un altro punto a favore al raincot più famoso del mondo della moda.
Oggi per indossarlo con charme deve essere decontestualizzato, così da stemperare la sua indiscussa classicità.
Abbinandolo come per caso, dal jeans al tailleur, al leggins con ballerine stile Hepburn, alla gonna in tartan: sarà il dettaglio vincente. Del resto, è questo a rendere un capo intramontabile: quando conquista la scena, e ‘funziona’ con tutto il resto dell’abbigliamento.
MADONNA NEL SUO RECENTE VIDEO INDOSSA TRENCH BURBERRY
EMMA WATSON E’ STATA TESTIMONIAL DI BURBERRY
E come un gioco se avete un vecchio trench impolverato nel vostro Closet (armadio), è proprio arrivato il momento di tirarlo fuori, o di rubarlo alla mamma: è un modello senza tempo che non passa mai di moda! Intanto, aspetto con ansia l’arrivo dell’autunno i primi giorni freddi così da vedervi indossare il vostro trench e poter documentare i vostri abbinamenti con qualche foto. Ecco qualche spunto per l’autunno:

Lady appeal!Tubino corto tinta unita o con mix di colori (così in voga per questo inverno) di Studiostile decolletè con plateaux leggero in tinta scura, una clutch o una handbag tono su tono con la scarpa, foulard al collo oppure, per le più giovani, tra i capelli come fosse un cerchietto o ferma coda da abbinare ai colori del tubino, collants leggeri per le prime giornate fresche. Stile asciutto, per un perfetto equilibrio tra le tonalità neutre del trench e degli accessori e quelle più accese dell’abito, riprese nei piccoli dettagli. Look da giorno senza fronzoli, ma con bijoux vivaci adattabili al’immagine dell’abito; e poi per la sera basta l’aggiunta di qualche luccichio nei punti giusti ed un make up d’effetto!


Paris mood!In favore del comfort e di quel pizzico di snobismo francese :) Boyfriend jeans da giorno, intramontabile marinière in bianco/blu o bianco/nero abbinato a cardigan in lana e viscosa (quindi caldo e leggero di DIVINA), francesina bassa con lacci da brava dandy parigina (Ash), o ginnica in pelle(Bid Street), clutch spaziosa e naturalmente occhialoni da sole anni ‘60, adatti a tutte le stagioni (per essere le nuove Jackie della città).








Colazione con trench da Tiffany!Invidiose di Audrey Hepburn che mangia croissants alle 6 del mattino davanti la vetrina di Tiffany? Timorose dell’abitino nero alla luce del mattino? Basta cercarne uno con qualche pannello colorato, come quello di DIVINA, così l’attenzione non è più su di voi! Il trench nel colore neutro spezza, assieme agli accessori, come sciarpine di seta o fermacapelli. L’occhiale da sole rigorosamente vintage, magari un cat-eye, così come la borsetta, matelassé e vertiginosamente snob. La classica ballerina nera ai piedi dà quel tocco mattinata/pomeriggio, perfetto per ogni occasione, e diventa gioiello nella versione di Sam Edelman.


Rock’n style!Se vi manca Piccadilly Circus ed ascoltate nostalgicamente i bei tempi musicali dei Sex Pistols, o se semplicemente avete voglia di un po’ di borchie per la passeggiata del sabato pomeriggio, il trench completa il look di t-shirt rock e pantaloni attillati, magari indossato aperto, o con cintura annodata. Meglio poi sarebbe la versione borchiata sulle maniche di Burberry (vedi foto sopra di Emma Watson).
Giacchino con micro paillettes e gonna in pelle (entrambi DIVINA). Occhiali modello Ray-Ban, borsa grande in pelle per il giorno, clutch appuntita alla Alexander McQueen per la sera.
 A PRESTO !!!!

Nessun commento:

Posta un commento