Perchè quando si parla di camicia bianca ci viene subito in mente, il bucato della nonna, il pulito, la perfezione?
Perchè quando pensiamo a voler ripulire l'armadio e comprare le cose essenziali desideriamo subito comprare una camicia bianca da abbinare con un jeans?
Cerchiamo la perfezione?
La camicia bianca da sempre evoca candore, innocenza e per estenzione coscienza, conoscenza, grazie, fede. Ma esprime anche rigore, ragione, pulizia di linee, razionalità .
In realtà noi abbiamo un rapporto con i capi che scegliamo di indossare, ed è anche un modo per esprimerci, l'abbigliamento diventa parola sussurrata del nostro essere.
La camicia è elemento del nostro stile personale.
Non dobbiamo farci troppo coinvolgere dalle tendenze e dalle mode, perchè bisognerebbe sempre trovare il modo di esprimersi liberamente; ma è chiaro che la nostra immagine sia omologata anche ad un codice"vestimentario" influenzato dalla stagione dalla posizione geografica e dalla cultura stessa.La prima apparizione pubblica, al Salone di Parigi, indossata da una regina, dipinta su tela: Marie Antoinette in muslin dress. Uno stile lontano dagli oneri dell'etichetta, e con lui il ritratto che ne fece Madame Vigée-Lebrun: era il 1793, e fu scandalo.
Passata tra sbuffi Ottocento, la camicia arriva sino alle soglie del Novecento a rappresentare agiatezza. Indossata da chi, non lavorando, non rischia di intaccarne il candore.
La camicia perfettamente bianca è un'icona di stile: è bianca, brillante, e in un certo senso ti invita a guardarla... I colori chiari attraggono l'attenzione e ti urlano "Guardami!"La camicia bianca invece fa lo stesso ma senza urlare!
In realtà noi abbiamo un rapporto con i capi che scegliamo di indossare, ed è anche un modo per esprimerci, l'abbigliamento diventa parola sussurrata del nostro essere.
La camicia è elemento del nostro stile personale.
Non dobbiamo farci troppo coinvolgere dalle tendenze e dalle mode, perchè bisognerebbe sempre trovare il modo di esprimersi liberamente; ma è chiaro che la nostra immagine sia omologata anche ad un codice"vestimentario" influenzato dalla stagione dalla posizione geografica e dalla cultura stessa.La prima apparizione pubblica, al Salone di Parigi, indossata da una regina, dipinta su tela: Marie Antoinette in muslin dress. Uno stile lontano dagli oneri dell'etichetta, e con lui il ritratto che ne fece Madame Vigée-Lebrun: era il 1793, e fu scandalo.
Passata tra sbuffi Ottocento, la camicia arriva sino alle soglie del Novecento a rappresentare agiatezza. Indossata da chi, non lavorando, non rischia di intaccarne il candore.
La camicia perfettamente bianca è un'icona di stile: è bianca, brillante, e in un certo senso ti invita a guardarla... I colori chiari attraggono l'attenzione e ti urlano "Guardami!"La camicia bianca invece fa lo stesso ma senza urlare!
Ci sono poi le dive hollywodiane che intorno agli anni Quaranta la rendono una moda. Nel 1938 la Katharine Hepburn d’Incantesimo, Ava Gardner con un modello a maniche corte, ampi shorts e rossetto, poi Lauren Bacall in Key largo: camicia bianca sguardo di ghiaccio, 1948, e poi è un susseguirsi di dive fotografate in camicia bianca fino ad oggi.

La mia idea di camicia bianca non può non andare all'immagine di Audrey Hepburn nella sua camicia da uomo (“boyfriend” white shirt come si dice in inglese) nel film "Vacanze Romane".
Lei è una principessa in giro per la città con Gregory Peck.
Siamo in epoca di femminilità vissuta al suo pieno, è in voga lo stile Pin up, shorts e curve, la camicia spesso si presenta annodata, a far risaltare il decolletée e intravedere il busto. Ma lei è ancora controcorrente indossandola con ingenuo candore.
Chiara in mente ho la versione sagomata tanto usata da Katharine Hepburn, spesso amava indossare capi dal taglio maschile, alleggerendoli così con un tocco di femminilità.

L'unica camicia bianca nel fashion però nel mio immaginario resta quella di Ferrè; lo stilista architetto, è riuscito a trasformarla, tagliarla, destrutturarla, ricostruirla senza mai però renderla volgare, mantenedola sempre pura e bianca.Dando ad ogni donna l'illusione di poterla indossare.

Quello che ci piace nella camicia è l'apparente semplicità nelle linee, l'essere adattabile a migliaia di situazioni e la possibilità di far sentire una donna sempre in ordine anche se a volte a trasparire non è solo il reggiseno...

Le foto qui riportate sono una misera documentazione del fantastico lavoro fatto da Ferrè
La taglia giusta, il giusto tessuto, la lunghezza delle maniche, la forma della cuffia delle maniche, il collo, la scelta dei giusti bottoni... tutto crea la miscela che rende la nostra camicia preferita tale, e sarà difficile trovarla uguale.
La bravura degli stilisti sarà nell'interpretarla e farcela desiderare come la perfetta camicia bianca.Altra testimonial dell'amore per la camicia bianca è la bella Annie Lennox che nei primi anni '80 ne ha fatto bandieria di un fascino androgino e fashion.
Quando cominci a chiedere sia a uomini che a donna cosa pensano della camicia bianca la risposta è praticamente la stessa: mi piace perché è bella, pulita, semplice, classica, fashion, trendy....Tutto e niente!
Cenno storico
La camicia, seppur non nel senso in cui noi ora la intendiamo, è molto antica. Una veste leggera, di lino o di bisso da portare rigorosamente sotto la tunica, era nota fino dai tempi della tarda romanità e aveva come caratteristica il fatto di essere molto lunga e soprattutto nascosta. Anche il termine lessicale è antico: già alla fine dell'VIII secolo nel testamento del Patriarca Fortunato ai suoi chierici, si parla di camisas et bragas. Fino al 1500 essa era mostrata solo attraverso i tagli delle maniche della veste. Aveva diversi scopi: quello di essere indossata durante il bagno comune tra un uomo e una donna (è poco noto, ma fino al primo Rinascimento i sessi si lavavano e mangiavano assieme in una tinozza di legno); quello di separare il corpo nudo dagli indumenti di tessuto pesante e da formare una barriera contro epidermidi poco pulite; dono e pegno d'amore nel Medioevo e, dalla fine del Seicento quando fu ornata di pizzi, quello di essere uno status simbol che divideva l'aristocrazia dalla plebe, la quale a sua volta, spesso la indossava come unico abito. C'era poi la camicia da notte, non sempre portata. In epoche molto più recenti la camicia poteva indicare l'appartenenza a un'idea politica: le camicie rosse dei Garibaldini, le nere dei fascisti e quelle brune dei nazisti.
L'importanza della camicia crebbe nell'abbigliamento maschile proprio nel periodo barocco, quando fu inventata la cravatta, all'inizio era una semplice striscia di lino bianco che girava attorno al collo e cadeva negligentemente sul torace. I polsi erano mezze maniche di lino terminanti in cascate di merletti. Fino al 1900 la camicia fu rigorosamente staccata dai polsini e dal colletto. Il collo della camicia vera e propria era corto e verticale (pistagna, noto oggi anche come colletto alla coreana), quel tanto che bastava per cucirvi sopra i bottoni che fermavano il colletto. L'importanza del colletto derivava dal fatto che era rigido alto e inamidato e, con l'avvento del costume borghese del 1800, doveva essere rigorosamente bianco e racchiuso in una cravatta dal nodo impeccabile. Lo stile era stato dettato da Lord Brummell che riteneva la pulizia personale una distinzione del vero dandy. I polsini, pure quelli inamidati, erano chiusi da gemelli. Per accentuare la rigidezza della camicia, che era piuttosto lunga e poteva formare antipatiche piegoline, si inventarono anche i davanti in celluloide, che davano all'uomo il curioso aspetto di un pinguino. Attorno al 1860 cominciarono a comparire le prime camicie colorate, all'inizio portate solo per gli abiti da giorno, mentre per quelli da sera il bianco restava di rigore.
Lo sport, diffusosi dalla seconda metà del secolo, introdusse utili novità: il colletto floscio e attaccato, la camicia sportiva portata anche senza la giacca, in flanella, in jeans. Quest'ultima faceva parte all'inizio di una divisa da lavoro, ma venne poi adottata dai giovani come segno di contestazione. Durante gli anni venti fu molto di moda la cosiddetta camicia botton down, col collo fermato da due bottoncini sul davanti, che ormai è diventata un classico della moda. Per evitare che le estremità del collo si arricciassero, soprattutto con la cravatta, si usavano le apposite stecche o Tendicollo.
Di seguito alcune tipologie di camicie non troppo conosciute, ma spesso rivisitate e corrette dal mondo del fashion!
Si tratta di una sorta di camicia leggera e ricamata, da indossare al di fuori dei pantaloni, ed al di sopra di una maglietta interna. È un tipico capo da matrimonio o da cerimonia per gli uomini, ma spesso anche per le donne, nelle Filippine. La parola barong tagalog, letteralmente vuol dire abito che è tagalog o tagalog abito (specificatamente la parola esatta è "baro na Tagalog") in lingua filippina.
Blusa
La blusa (dal francese: blouse) è un tipo di camicia femminile, particolarmente ampia e spesso trattenuta in vita da una cintura o una fascia
Camicia hawaiana
Camicia abbottonata originaria delle Hawaii con tipiche stampe tribali, caratterizzata da colori sgargianti e vivaci, con disegni sia geometrici che naturalistici
Guayabera
Una camicia a manica lunghe o corte, caratterizzata da pieghettature verticali (alforzas) e dotate di due o quattro tasche, diffusa in America Latina, nelle Antille e in Indocina. È anche nota come camicia nuziale messicana
Kosovorotka
Una camicia tradizionale russa a maniche lunghe, che arriva fino a metà coscia. L'abbottonatura della kosovorotka non segue l'intero orlo della camicia, ma ha diversi bottoni sul colletto, che può essere indossato risvoltato o alzato. L'abbottonatura della camicia non è centrale come nelle tradizionali camicia, ma laterale
Safari o Sahariana
Qui in una versione di YSL con la famosissima modella Veruska ... tipicamente '70
Tessuti per camicie
Tra la stragrande maggioranza dei tessuti per camiceria si distinguono i seguenti: Popeline, Oxford, Piquet, Batista, Flanella, Seta, Shantung, Lino. Tutti si dividono in una scala di titoli, l'unità di misura rappresenta il numero di fili per centimetro quadrato; la scala di titoli varia da 30 a 300, ovviamente più sale il titolo più è pregiato il tessuto e la sensazione al tatto diventa davvero piacevole per morbidezza, setosità e lucentezza del tessuto. Ogni stoffa può essere altresì compatta, ritorta e doppia ritorta, in quest'ultimo caso il tessuto sarà composto da 2 fili, uno perpendicolare (detto filo di finissaggio) ed uno orizzontale (detto filo d' orditura).
Bè?
Che aspettate ad andare a comprare la vostra?
La blusa (dal francese: blouse) è un tipo di camicia femminile, particolarmente ampia e spesso trattenuta in vita da una cintura o una fascia
Camicia hawaiana
Camicia abbottonata originaria delle Hawaii con tipiche stampe tribali, caratterizzata da colori sgargianti e vivaci, con disegni sia geometrici che naturalistici
Una camicia a manica lunghe o corte, caratterizzata da pieghettature verticali (alforzas) e dotate di due o quattro tasche, diffusa in America Latina, nelle Antille e in Indocina. È anche nota come camicia nuziale messicana
Kosovorotka
Safari o SaharianaQui in una versione di YSL con la famosissima modella Veruska ... tipicamente '70
Tessuti per camicie
Tra la stragrande maggioranza dei tessuti per camiceria si distinguono i seguenti: Popeline, Oxford, Piquet, Batista, Flanella, Seta, Shantung, Lino. Tutti si dividono in una scala di titoli, l'unità di misura rappresenta il numero di fili per centimetro quadrato; la scala di titoli varia da 30 a 300, ovviamente più sale il titolo più è pregiato il tessuto e la sensazione al tatto diventa davvero piacevole per morbidezza, setosità e lucentezza del tessuto. Ogni stoffa può essere altresì compatta, ritorta e doppia ritorta, in quest'ultimo caso il tessuto sarà composto da 2 fili, uno perpendicolare (detto filo di finissaggio) ed uno orizzontale (detto filo d' orditura).
Bè?
Che aspettate ad andare a comprare la vostra?


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