Oggi cominciamo parlando di seduzione!
Va sottolineato che tutt'oggi la gestualità, la personalità, il fascino... tutto collabora a definire il nostro grado di seduzione... sia che si tratti dei mutandoni della nonna cari a Bridget Jones o completini abbinati a sexy guepiere come se foste ad una sfilata di Victoria's Secrets.
Ogni articolo può diventare ipersensuale se in quel momento la carica erotica, il nostro ego, e ovviamente anche il nostro spirito, sono disposti ed aperti verso l'altro... Facciamocene una ragione la seduzione è un'arte che va coltivata, stimolata e curata: pensate che Marilyn Monroe fosse nata bionda con le labbra rosse e la voce roca? Un minimo è innata, e questo è appurato, ma quel quid in più ... quello davvero è innato!
E' però vero che ci sia una grossa fetta del mondo femminile per cui se aprissimo il loro cassetto della biancheria troveremmo un quantitativo di completini da fare invidia ad un negozio di Intimissimi o La perla.
Anche se poi ci si sente seducenti quando ciò che indossiamo ci piace, ci appartiene, ci completa e ci fa sentire persone uniche... maschi o femmine che sia!!


Come potrebbe mai apparire seducente Lisa Simpson (qui accanto) nei panni di una super sexy Madonna in guepiere durante il blond ambition.
Non temete però , anche le affezionate dei rassicuranti slip in cotone, che col passare degli anni sono rimaste allo stesso modello di quando erano teen agers, possono contare su una buona dose di sensualità ricorrendo a strategie e maestria. ..Ricordiamoci che poi tra le lenzuola "L'abito non fa il monaco"!!!!
Quindi balconcini e push up se troppo esagerati e sexy potrebbero finire per deludere delle aspettative troppo alte, ....
.... E ora cominciamo a perlare di cinema sul serio portando degli esempi....Come ci piace fare!
"La gatta sul tetto che scotta" (Cat on a Hot Tin Roof)
E' il titolo di un dramma teatrale del drammaturgo, attore e regista statunitense Tennessee Williams, composto nel 1954. Per quest'opera Williams venne insignito del Premio Pulitzer (il secondo, dopo quello ottenuto per Un tram che si chiama Desiderio del 1948).
L'opera, concepita come un dramma in tre atti, venne vagliata da Elia Kazan , incaricato alla regia per la prima teatrale assoluta, il quale ritenne necessari alcuni rimaneggiamenti sul terzo atto: nelle moderne rappresentazioni si usa solitamente mettere in scena solo alcune parti della seconda revisione, cercando di mantenere inalterato il lavoro del drammaturgo.
Nel 1958 ne è stato tratto un film diretto da Richard Brooks, con Elizabeth Taylor e Paul Newman
Trama
Una notte, sul tardi, Brick Pollitt posiziona le barriere di corsa ad ostacoli lungo lo stadio, ricordando i tempi in cui era un giocatore di football. Benché sia ubriaco, decide di effettuare il percorso, ma cade, procurandosi una ferita alla gamba che lo costringerà a portare le stampelle. Insieme a sua moglie, Maggie "la Gatta", è in visita dai suoi genitori nella loro casa nel Mississipi , per festeggiare il 65º compleanno di suo padre, Harvey "Big Daddy".
Depresso, Brick decide di trascorrere le sue giornate dentro casa, bevendo, e restando impassibile di fronte ai disperati tentativi di seduzione ad opera di sua moglie nonché ai dubbi di lei circa la lealtà del fratello maggiore di Brick e della cognata riguardo all'eredità del padre.
Harvey, padre di Brick, di ritorno dall'ospedale, non è al corrente di essere malato di cancro poiché la famiglia ed i dottori rifiutano di parlargliene; neanche sua moglie, la "Big Mama", sa del suo male incurabile. Maggie insinua in suo marito il dubbio sulla salute del padre, confermato poi dal medico di famiglia, cosa che getta ancora più nello sconforto Brick.
Maggie vorrebbe un riavvicinamento tra padre e figlio non solo per l'eredità, ma Brick si rifiuta. Segue una litigata molto accesa fra Brick ed il padre. E quando Harvey, furente con Brick perché alcolizzato, gli domanda il motivo della sua ostinazione, il figlio, arrabbiato, non risponde e se ne va. La sua idea è fuggire, ma viene fermato e fatto ragionare da Maggie.
La ragione alla base della depressione di Brick risale a qualche tempo addietro, quando lui ed il suo amico Skipper giocavano nella stessa squadra di football. Brick sposò Maggie, mentre Skipper divenne la sua ombra, adorato da Brick perché convinto che la squadra funzionasse solo grazie a lui.
(In occasione della trasposizione sullo schermo, per non incappare nelle maglie del Codice Hays che proibiva anche la semplice menzione delle "perversioni sessuali", fu soppressa la tematica originaria del testo teatrale: Brick, un atleta, non riesce a desiderare la bellissima e focosa moglie perché non si è mai ripreso dalla morte per suicidio di un compagno di squadra, Skipper, di cui era innamorato, senza però sapere o accettare di essere omosessuale. O meglio, più che non sapere, annega nell'alcol qualunque barlume di consapevolezza rischi di venire a galla)
Brick ci fa pensare di essere convinto che il suicidio di Skipper sia colpa di Maggie e della loro relazione. Maggie nega e in un crescendo di dialoghi le verità familiari emergono sempre più nitidamente. Skipper ci ha provato con Maggie solo per far sì che lei e Brick si lasciassero. Brick in questo modo non sarebbe più stato solo preso dal suo matrimonio e quando lui dimostrò di tenere più a Maggie che a lui, Skipper non poté far altro che suicidarsi.
Big Daddy, fatta luce sulla vita di Brick, interrogando Maggie, chiama a raccolta la famiglia. Scopre quindi il tentativo di circuirlo da parte del figlio maggiore e della nuora; scopre che in fondo la moglie Ida, che per trent'anni gli è stata accanto nel bene e nel male, forse merita qualcosa. Decide che per il tempo che gli rimane si impegnerà a visitare le sue proprietà, a godersi la vita e la famiglia e si renderà conto che suo padre, morto in assoluta povertà lasciandogli solo una valigia di cartone, gli ha in realtà lasciato l'eredità più bella, dei ricordi felici: "lo amavo quel vagabondo" dirà Big Daddy.
Maggie nel frattempo ha mentito dichiarando di aspettare un figlio da Brick per mettere a tacere la cognata, la quale irrompe urlando che è una menzogna. Brick prende le difese della moglie e la chiama. Maggie si precipita verso di lui, chiude la porta dietro di sé e Brick termina il film con la frase "Maggie, vieni qui, facciamola finita con le bugie e coi bugiardi", per poi darle il bacio tanto atteso.
Fin dalle prime battute è chiaro come il sesso sia un elemento chiave del dramma, filtrato, come già detto, dall'ipocrisia. Elizabeth Taylor ancora giovanissima è molto bella fasciata nella sua sexy sottoveste di seta, dà una lezione di Glamour e fascino innato alle tante dive di oggi...
E se di seduzione vogliamo ancora parlare come si può non citare il completino maculato sfoggiatoda Anne Bancroft ne Il laureato per sedurre un inesperto Dustin Hoffman?
Il laureato (The Graduate) è un film del 1967 diretto da Mike Nichols, basato sul romanzo omonimo di Charles Webb. Nel 1996 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del congresso degli Stati Uniti.
E' stato inserito nel '98 al settimo posto della classifica dei cento migliori film statunitensi, mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è sceso al diciassettesimo posto.
Sebbene Anne Bancroft interpreti la parte della matura signora che seduce il giovane Benjamin, interpretato da Dustin Hoffman, tra i due attori ci sono solo sei anni di differenza: all'epoca la Bancroft aveva 36 anni e Hoffman 30. Katharine Ross, che interpreta la giovane Elaine, aveva 27 anni, solo dieci in meno rispetto a sua "madre".Inizialmente la parte della signora Robinson era stata proposta a Doris Day attrice di sette anni più grande della Bancroft, che però la rifiutò
Trama
Benjamin Braddock, giovane di ricca famiglia, torna a casa a Pasadena dopo aver terminato il college e qui viene organizzata per lui una festa con tutti gli amici dei suoi genitori. Tra questi c'è la signora Robinson, moglie del socio di suo padre, la quale con la scusa di farsi riaccompagnare riesce a portarlo a casa sua e qui, dopo essersi spogliata di fronte a Benjamin, con grande imbarazzo del giovane, gli dice chiaramente che per lui sarà sempre disponibile.
Successivamente torna a casa il marito, che non sospetta nulla e che inizia a parlare a Ben della figlia Elaine. Dopo qualche giorno Ben chiama la signora Robinson e si incontrano in un hotel dove poi continueranno a vedersi regolarmente.
Dopo qualche mese il padre di Ben viene a sapere che Elaine sta per tornare da Berkeley e propone al figlio di uscire con lei o in alternativa di vedersi tutti insieme per una cena.
Non volendo trovarsi in quella situazione, è costretto a portare fuori Elaine, suscitando l'ira della signora Robinson che, precedentemente, gli aveva fatto promettere che non sarebbe mai uscito con la figlia.
Il ragazzo, cercando di mantener fede alla promessa data, fa di tutto per rendersi sgradevole agli occhi di Elaine, ma dopo che questa inizia a piangere in un night club le spiega di averla invitata solo perché costretto dai suoi genitori. Dopo questa rivelazione i due giovani passano insieme una serata stupenda e decidono di continuare a vedersi. Ben finisce con l'innamorarsi di Elaine e fra i due inizia una storia che si interrompe bruscamente quando Ben, pressato dalla signora Robinson, dice ad Elaine della relazione con sua madre.
Elaine viene mandata a studiare a Berkeley, dove si fidanza con Carl, un altro giovane, ma Ben, deciso a riconquistarla a tutti i costi si trasferisce a sua volta a Berkeley, prendendo una stanza da un affittacamere per studenti. Dopo alcuni ostinati tentativi di Benjamin che vedono il rifiuto di Elaine, alla fine i due giovani si riconciliano, e nonostante gli avvertimenti della signora Robinson,
Benjamin ed Elaine riprendono in qualche modo il loro rapporto sentimentale. Ben chiede alla sua amata di sposarlo e lei lasciandolo dapprima senza risposta, sembra accettare.
Ma il signor Robinson viene a sapere della relazione di Ben e sua moglie e si reca di persona a Berkeley. Giura al giovane protagonista che non avrebbe mai più rivisto la figlia e costringe Elaine a lasciare la prestigiosa università.
La ragazza prima di partire lascia alla compagna di stanza una lettera destinata a Ben, nella quale gli dichiara il suo amore, dicendo che però troppi ostacoli ne impediscono la realizzazione. Il giovane, venuto in possesso della lettera, inizia a cercare disperatamente Elaine e, nella casa dei genitori, viene a sapere dalla madre di lei che la sua amata sta per sposarsi. Mancano ormai solo poche ore al matrimonio e Ben deve scoprire dove si svolgerà la cerimonia e precipitarsi il più velocemente possibile sul posto, per tentare di impedire in extremis che Elaine si sposi.
Dopo una corsa affannosa e spericolata, prima a bordo della sua Alfa Romeo Duetto e, successivamente, a piedi, Ben arriva in chiesa. Ma è troppo tardi: Elaine si è appena sposata. Benjamin irrompe urlando disperato il nome di Elaine e con estrema meraviglia dei presenti, la ragazza gli corre incontro e decide di fuggire con lui. I parenti degli sposi si avventano sul ragazzo. Dopo una breve colluttazione Benjamin riesce a liberarsi e a portare via con sé Elaine.
I due (lei è in abito da sposa con il bouquet in mano) salgono in fuga sul primo autobus di passaggio fra lo stupore di tutti e finalmente, allontanandosi verso una destinazione ignota, riescono a ritrovare il sorriso. Ma è un sorriso fugace, in un breve istante i loro volti si fanno seri.
Per continuare a parlare di seduzione come non citare l'indimenticabile reggicalze di Sophia Loren in "Ieri, oggi, domani" film del '63 diretto da vittorio De Sica vincitore dell'Oscar al miglior film straniero nel 1965.

Qui sopra Claudia Cardinale nel film "L'affare Blindford" del 1966, e Marlene Dietrich in "Disonorata" 1931
Silvana Mangano in "Riso amaro" del 1949
Ed ecco le tre dive: Jane Russell in "Viso pallido", Lana Turner in "Ritratto in nero" del'60, e Marilyn Monroe in "A qualcuno piace caldo" del 1959
Per finire con le dive più recenti : Demi Moore in "Charlie's Angels più che mai" del 2003 e la stupefacente Penelope Cruz in "Nine" del 2009
Quindi alla fine la parola seduzione non appare una cosa davvero costruita ma innata e decisamente personale, è ovvio che una bella lingerie possa sempre essere un grosso aiuto! Diventa così la Lingerie protagonista indiscussa della storia della seduzione nella vita vera e nel cinema dove fascinose attrici hanno segnato la memoria collettiva e danno lezioni di seduzione e fascino.


Nessun commento:
Posta un commento